:: Almerigo Grilz
Almerigo Grilz nacque a Trieste nel 1953. Fu un giornalista giornalista italiano, coraggioso e sempre in prima linea.
Tra i migliori inviati di guerra degli anni ottanta, in gioventù fu un dirigente di spicco del Fronte della Gioventù e del Movimento Sociale Italiano-Destra Nazionale e consigliere comunale a Trieste.
Il 19 maggio 1987, a Caia in Mozambico, mentre documentava una sanguinosa battaglia fra i miliziani del Renamo e quelli fedeli al governo in carica, cadde colpito da un "proiettile vagante". Almerigo riposa ancora nei pressi di quel luogo dove trovò la morte.
La vita di Almerigo fu caratterizzata dalla passione politica, la militanza a destra e la vocazione per il giornalismo di prima linea. Inviato freelance nelle zone "calde" del pianeta, a metà degli anni ottanta decide di abbracciare esclusivamente la professione giornalistica.
Sarà testimone di guerre lontane: dall'Afghanistan invaso dall'Armata Rossa, alla guerra israeolo-libanese, dal conflitto tra Drusi e cristiano maroniti, dalle guerriglie etiopiche, al conflitto in Mozambico.
Racconterà la guerriglia cambogiana contro le truppe governative appoggiate dal Vietnam ma non solo, sarà tra i primi a documentare la lotta nel confine tra la Birmania (Myanmar) e la Thailandia, che vede ancora oggi impegnata la minoranza etnica Karen contro le truppe comuniste birmane. Le sue immagini faranno il giro del mondo e vengono acquistate anche dalla CBS, da France 3 e dall'NBC. Successivamente questi grandi network gli commissionano servizi in altre parti del mondo.
Per la NBC Grilz segue la guerriglia comunista filippina e le elezioni del 1986 che porteranno alla caduta del presidente uscente Ferdinando Marcos e alla vittoria di Corazon Aquino.
Grilz, con Gian Micalessin e Fausto Biloslavo, con i quali condivideva sia la passione politica sia quella per il "giornalismo d'avventura", fonda, nel 1983, Albatros Press Agency, un'agenzia giornalistica che produrrà servizi - scritti, fotografati e filmati - da gran parte delle aree del mondo interessate da fenomeni bellici o rivoluzionari.
L'agenzia venderà molti servizi a grandi emittenti televisive internazionali, in particolare anglosassoni, mentre in Italia, nonostante un certo "sospetto" che accompagnava allora chiunque fosse considerato, almeno culturalmente, vicino al MSI-DN, Albatros riuscirà a farsi strada in prestigiose testate quali, ad esempio, Panorama e il Tg Uno.
La morte di Grilz, proprio a causa del citato "pregiudizio antimissino", non sarà seguita da una vasta eco nella stampa italiana (solo nella seconda metà degli anni novanta sarà riconosciuto come "giornalista italiano caduto in scenario di guerra"). Vergognosamente L'Unità riferirà della "morte di un mercenario".
Faranno eccezione, per la televisione, il Tg Uno che, per bocca del conduttore Paolo Frajese, nonostante il parere contrario del comitato di redazione, dedicherà un ricordo al giornalista triestino, e, per la carta stampata, Renato Farina per il settimanale Il Sabato ed Ettore Mo, storico inviato nei "luoghi impossibili" per il Corriere della Sera.